Scommesse con Postepay: quanto costa davvero la carta che alimenta il conto

Updated Novembre 2026
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Uno smartphone e una carta di pagamento affiancati su un tavolo di legno, con alcune banconote da euro accanto
La PostePay Evolution ha un plafond di 30.000 €, un limite di ricarica di 100.000 € complessivi su tutte le carte Evolution dello stesso titolare e prelievi ATM di 900 € al giorno e 3.500 € al mese.
Ultimo aggiornamento: Tempo di lettura: 49 min
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2 Novembre 2026 · Verificato sull'«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» dell'ADM (ex AAMS) e sulle condizioni di PostePay e dei singoli operatori.

Chi cerca un bookmaker che accetti Postepay immagina una domanda sola — chi la prende — e ne trova tre. La carta, il conto di gioco e la concessione sono tre rapporti separati, e il lettore che ne confonde due paga il conto in commissioni, in plafond esaurito o, nel caso peggiore, in un conto che non può svuotare. PostePay Evolution è una prepagata con IBAN, emessa da PostePay S.p.A., ricaricabile dall'App Poste Italiane, da poste.it o allo sportello; costa 5,00 € di emissione e 19,00 € di canone annuo, e i pagamenti in euro presso gli esercenti, anche online, non costano nulla. Quei 19,00 € li paga anche chi non scommette mai. La parte che conta per chi punta è altrove: un plafond di 30.000 €, un limite di ricarica di 100.000 € complessivi su tutte le Evolution intestate alla stessa persona e prelievi ATM da 900 € al giorno e 3.500 € al mese. Adesso metteteci accanto una multipla da 5.000 € che si sblocca alle 23.40 di un sabato. Nessuno dei due tetti è altissimo, e insieme stanno stretti.

Il confronto qui sotto non parte dalla lista dei bonus di benvenuto. Parte da un documento pubblico e gratuito: l'elenco dei concessionari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dove ogni riga porta un codice e un sito .it. Poi scende nelle carte di pagamento, che sono l'unica parte della catena che il giocatore controlla davvero. Il bonus arriva per ultimo, perché è la parte che si legge due volte e si capisce una.

La classifica riguarda cinque operatori con concessione, ognuno su un sito .it, ognuno in grado di dimostrare il proprio numero di concessione nelle sue condizioni. Non è un giudizio di valore sulla serietà del marchio: è ciò che distingue un bookmaker che risponde a un'autorità italiana da un dominio estero che risponde soltanto a sé stesso.

Protezione e gioco responsabile: la prima cosa da controllare

Prima della carta, prima della quota, c'è una sola domanda che vale la pena porsi: cosa succede il giorno in cui il gioco smette di essere un passatempo e diventa un problema. In Italia la risposta non è una promessa di marketing, è un registro.

Limiti, strumenti e autoesclusione: cosa esiste per legge

Gli operatori che lavorano con una concessione italiana devono offrire un pacchetto di strumenti di gioco responsabile. I tre pilastri sono i limiti di deposito, i limiti di spesa e di tempo di gioco e l'autoesclusione. Chi apre un conto di gioco sceglie, già in fase di registrazione, un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite abbassato ha effetto immediato; un limite alzato, no. Chi vuole togliersi un tetto se lo tiene sette giorni. La regola è asimmetrica, e l'asimmetria è il punto: il sistema presume che stringere sia sempre una buona idea e allargare meriti una settimana di ripensamento per chi ha perso la testa il venerdì sera.

Admiralbet scrive nelle proprie condizioni che la registrazione impone di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e che un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato decorre dopo 7 giorni. Betsson indica la possibilità di impostare facilmente i propri limiti di deposito, con un servizio clienti attivo tutti i giorni, 24 ore su 24. bet365 mette insieme periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull'attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia il marchio rimanda al Telefono Verde Nazionale Gioco d'azzardo 800 55 88 22.

Il quarto pilastro non è un menu: è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018. Chi vi entra viene bloccato da ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e dai punti vendita sul territorio. È il motivo per cui un bookmaker con concessione non può permettersi di ignorare una richiesta di autoesclusione: il registro è unico e non è negoziabile. La durata del blocco la sceglie il giocatore; Admiralbet, per esempio, scrive nelle sue condizioni autoesclusioni di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e indica che dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

L'ultimo pezzo, quello che quasi nessuno legge, riguarda l'informazione. Ogni concessionario destina allo 0,2 % del proprio ricavato netto, fino a un massimo di 1.000.000 € all'anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è beneficenza: è un obbligo. Ed è la ragione per cui le campagne che vedete in televisione sui rischi del gioco esistono, mentre la pubblicità delle scommesse è ormai fuori legge: un tema che riprendiamo nella parte dedicata alla normativa.

Perché la concessione è lo strumento di tutela che conta

La differenza pratica tra un bookmaker con concessione e uno senza non sta nella grafica del sito. Sta in cosa succede quando qualcosa va storto. Su un operatore autorizzato esiste un'autorità di vigilanza, un registro di autoesclusione a cui il conto è collegato, strumenti di limite resi obbligatori dalla concessione e un foro italiano per una controversia. Su un sito estero, niente di tutto questo. Il blocco DNS e l'eventuale sanzione li vediamo nella sezione sulla legge italiana, perché lì stanno.

Una nota importante, e va detta senza giri di parole: gli strumenti di gioco responsabile non sono un parametro su cui confrontare gli operatori come si confrontano le quote. I limiti di deposito sono obbligatori per tutti i concessionari, non dipendono dalla generosità del marchio e nessuno vince un premio perché li offre. Chi li presenta come un vantaggio competitivo sta vendendo un obbligo di legge come una cortesia.

Un limite di deposito scelto al momento dell'apertura, però, comincia a pesare solo quando lo si è fissato troppo basso per il proprio modo di giocare. Un giocatore da 5 € a schedina che si mette un tetto mensile di 50 € scopre la sera di una finale che il tetto è già finito e che ora si aspetta inutilmente fino al mese successivo. Chi ha un budget serio, al contrario, si accorge che il limite non è quasi mai quello che ferma la spesa: è la carta a fermarla, quando il plafond si esaurisce a metà mese e la ricarica costa tempo e commissioni.

Liquidazione: come e quando il denaro arriva sulla carta

Qui cadono le aspettative, e cadono in modo silenzioso: nessun bookmaker scrive in home page che il prelievo richiede un documento in più. Il ciclo completo ha tre gambe — ricaricare la carta, depositare sul conto di gioco, prelevare — e ognuna ha la sua velocità e il suo costo. Chi guarda solo la prima resta convinto che il denaro sia sempre a un clic di distanza.

Ricaricare la carta: canali, costi e tetti

La PostePay Evolution si ricarica da poste.it e dall'app con altre PostePay, carte Visa o Mastercard e conto BancoPosta. In ufficio postale si ricarica in contanti, agli sportelli Postamat e nelle tabaccherie Punto Poste si aggiunge contante da 1,00 € a 997,99 € per operazione, con documento e codice fiscale. Quei 997,99 € non sono un dettaglio da nota a piè di pagina: sono il motivo per cui il contante, per un giocatore che punta cifre serie, serve quasi solo a tappare i buchi dell'ultimo minuto.

I costi della carta sono pochi e trasparenti: 5,00 € di emissione, 19,00 € di canone annuo, pagamenti gratuiti in euro presso gli esercenti anche online, e 1,00 € per un bonifico SEPA fatto da app o da postepay.it. Un bonifico da 1,00 € per spostare denaro verso una carta è un prezzo normale nel mercato delle prepagate, ma chi ricarica ogni settimana venti volte l'anno lo paga venti volte, e i 19,00 € di canone diventano la voce più piccola della colonna.

Sui tetti la carta è generosa e severa insieme. Il plafond è di 30.000 € — ampio per chiunque giochi cifre ordinarie. Il limite di ricarica è di 100.000 € complessivi su tutte le carte Evolution intestate allo stesso titolare: chi ne ha due, si divide il tetto. E i prelievi ATM si fermano a 900 € al giorno e 3.500 € al mese. Chi preleva per trasferire denaro su un conto di gioco ha quindi un pavimento sotto i piedi, non un soffitto. Chi preleva per incassare, invece, deve fare i conti con quel 3.500 € mensile.

Online la carta si usa con numero, scadenza e CVV2/CVC2 oppure tramite Apple Pay, Google Pay e Samsung Pay; i pagamenti contactless fino a 50,00 € non chiedono il PIN. In un conto di gioco il wallet digitale non serve quasi a nulla: dentro un sito di scommesse la carta si inserisce una volta sola, in fase di deposito, e poi resta registrata.

Dalla carta al conto di gioco: chi la accetta e a quali condizioni

Qui la regola che vale per tutti, concessione o non concessione, è quella degli strumenti intestati: la carta deve essere del titolare del conto di gioco. Admiralbet è esplicito e include la Carta Postepay/BancoPosta tra gli strumenti per ricaricare il conto e Postepay tra quelli per prelevare, purché lo strumento sia intestato al titolare del conto; le sue condizioni elencano per le ricariche online carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi. BetFlag accetta PostePay — carta o app, anche con QR code — per i depositi con accredito immediato e per i prelievi se il titolare della carta coincide con quello del conto. Lottomatica indica tra i metodi per depositi e prelievi PostePay e PayPal; Goldbet si ricarica e preleva con PostePay, PayPal e altri metodi.

Un conto con concessione accetta, in pratica, quasi tutto il repertorio italiano: carte, PostePay e altre prepagate, wallet come PayPal, Skrill e Neteller, bonifico, voucher e ricariche in contanti presso tabaccherie e ricevitorie. Ma il «quasi tutto» vale per il mercato, non per il singolo marchio. bet365 restringe la sua lista dichiarata a carta di debito, PayPal e Apple Pay: tre metodi, nessuna prepagata di Poste Italiane tra quelli indicati. Chi apre un conto pensando «tanto tutti prendono la PostePay» scopre il contrario soltanto al primo deposito.

I punti vendita ricariche meritano una riga a parte, perché sono la via italiana al contante dentro un conto online. Tabaccai e ricevitorie iscritti a un registro ADM ricaricano il conto di gioco su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti. Il contante ha un tetto complessivo di 100 € a settimana. Chi si immagina di gonfiare il conto con mazzette di banconote al banco è fuori strada di un ordine di grandezza. Non solo: quei punti vendita non possono pagare vincite né consegnare saldo, solo alimentare il conto. È il contrario esatto della ricevitoria tradizionale che si esce avendo in tasca i contanti della giocata vincente.

Accredito e tempi: cosa cambia il prelievo

Il deposito da carta è quasi sempre immediato — BetFlag lo scrive, «accredito immediato». Il prelievo è un'altra partita, e la differenza tra un'ora e tre giorni dipende dal binario, non dalla simpatia dell'operatore.

William Hill indica per i prelievi su Postepay un importo minimo di 5 € e massimo di 2.500 €, con tempi da 30 minuti a 4 ore con Visa Direct e da 1 a 3 giorni lavorativi per le altre carte. Quei tre giorni non sono una punizione: sono il tempo che una carta prepagata impiega a ricevere un rimborso dal circuito. Visa Direct, quando è disponibile, taglia il tempo di due ordini di grandezza. BetFlag aggiunge una condizione che conviene leggere prima di aprire il conto, non dopo la prima vincita: il prelievo immediato è disponibile dal secondo prelievo. Il primo passa dal percorso ordinario.

Il resto dei tempi lo decide l'operatore con la sua coda di lavorazione, e la sostanza non cambia: una richiesta può restare in attesa di un controllo documentale prima di partire. StarCasinò descrive depositi e prelievi come rapidi, sicuri e totalmente gratuiti, ma il «totalmente gratuiti» vale per l'operatore, non per la carta: i costi della PostePay li paga il titolare a monte e a valle, sempre.

La carta di credito non è la carta prepagata. Una prepagata non ha una linea di credito da cui attingere in caso di storno; ha il saldo che ci avete messo. Di conseguenza un rimborso che arriva su una Evolution si somma al saldo, e quel saldo è parte del limite di ricarica complessivo di 100.000 €. È un dettaglio tecnico che nessuno mette in vetrina e che chi ricarica e preleva spesso incontra prima o poi.

Dove il ciclo si inceppa: documenti, intestazione, controlli

Tre cose fermano un prelievo, e sono le stesse tre da vent'anni: il documento, l'intestazione, il saldo sbagliato.

Il documento prima di tutto. Un conto di gioco richiede identificazione piena. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Chi registra un conto senza SPID deve farlo validare entro 30 giorni, altrimenti l'account viene sospeso e i prelievi bloccati: è la trappola classica di chi apre il conto in fretta perché c'è una partita quella sera. La sessione di registrazione è progettata per durare tre minuti; la validazione documentale no.

L'intestazione poi: carta a nome del figlio, conto a nome del padre, e il deposito passa mentre il prelievo no. Gli operatori scrivono la condizione nelle proprie pagine, ma chi la scopre è sempre chi ha sbagliato. Non c'è nulla da negoziare con l'assistenza, perché la regola nasce dall'antiriciclaggio, non dall'umore del reparto pagamenti.

Infine il flusso. Un conto con saldo appena ricaricato non è immediatamente prelevabile. Il denaro versato di recente e non giocato resta vincolato al circuito di provenienza, in tutto o in parte, perché nessun concessionario può fare da lavatrice. Chi apre il conto, deposita 500 € e chiede subito il prelievo senza aver giocato nulla sta chiedendo una cosa che gli verrà rifiutata.

Vale la pena dirlo una volta, e vale per tutti: la commissione che pagate per la carta non è la commissione che il bookmaker non vi fa pagare. Sono due bollette, e arrivano da due indirizzi diversi.

La classifica: cinque bookmaker con concessione, letti dal lato della carta

I criteri con cui sono ordinati

Il criterio è la verificabilità, non l'entusiasmo. Sono qui i marchi che compaiono nell'elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza con un numero di concessione e un sito .it, e che nelle proprie condizioni dichiarano come trattano il denaro. Quel numero si controlla in trenta secondi e non costa nulla. Qualunque pagina di comparazione affermi che un marchio è «sicuro» senza quel numero sta chiedendo un atto di fede.

La concessione, però, è assegnata per sito, non per azienda, e il concessionario raramente coincide con il nome che si vede in home page: dietro un marchio noto può esserci una società con un nome che non gli somiglia. Questo conta quando si confronta la stessa azienda con più siti, e conta quando si legge una licenza con il nome sbagliato.

Un avvertimento che vale prima della tabella: l'elenco dell'ADM non ha una colonna per i giochi. Un nome in quella lista non prova da solo che il concessionario offra scommesse sportive. Può avere una concessione per gioco a distanza che copre carte e giochi di abilità, o il poker, o il bingo, in qualunque combinazione. La prova che esiste l'offerta di scommesse sta nel palinsesto del sito e nell'app, non nell'elenco. Chi legge l'elenco con attenzione scopre che i marchi con una presenza puramente casinò sono più di quanto il titolo di una pagina di confronto lasci intendere.

Il terzo criterio è il comportamento dichiarato sulla carta: chi prende PostePay, con quali condizioni, con quali tempi in uscita. È la parte che nessuna licenza garantisce e che ogni operatore decide da sé.

Gli altri quattro criteri — rapidità dichiarata del prelievo, tipologie di carte accettate, presenza di strumenti di limite, esistenza di un collegamento al registro di autoesclusione — restano sullo sfondo, perché appartengono a tutti in misura simile e non distinguono.

Una cosa che non faremo in questa tabella: mettere in fila le quote di 1X2 come se fossero la misura del valore di un operatore. Un prezzo alto su un mercato isolato è rumore, e il margine che il bookmaker trattiene sta dentro ogni quota di ogni mercato. Chi confronta un marchio con un altro su una singola quota confronta due numeri che valgono per quell'evento e per quella sera soltanto.

Brand Numero di concessione ADM e concessionario Cosa dicono le condizioni dell'operatore sul tema Copertura del tema
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. PostePay — carta o app, anche con QR code — per i depositi con accredito immediato e per i prelievi a titolare coincidente; prelievo immediato dal secondo prelievo trattata
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Carta Postepay/BancoPosta per ricaricare, Postepay per prelevare, a strumento intestato al titolare; ricariche senza costi aggiuntivi trattata
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc Prelievi su Postepay da un minimo di 5 € a un massimo di 2.500 €, da 30 minuti a 4 ore con Visa Direct e da 1 a 3 giorni lavorativi per le altre carte trattata
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Depositi e prelievi tramite PostePay e PayPal tra gli altri metodi del conto gioco; accesso da app con username e password non trattata dalle fonti consultate
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Ricariche e prelievi con PostePay, PayPal e altri metodi; accesso all'app con le credenziali Goldbet.it non trattata dalle fonti consultate

Quel «non trattata» è la cosa più utile della tabella. Tre operatori su cinque hanno una condizione scritta, verificabile e pubblica su PostePay. Due no. La differenza non è che gli altri due non prendano la PostePay: è che su questo punto le loro condizioni non dicono quello che dicono quelle dei primi tre, e chi apre un conto con l'idea di ricaricarlo da PostePay in modo continuativo lo verifica prima nel proprio conto gioco o nella pagina dei versamenti. Attenzione a un dettaglio che sfugge: si tratta di due società distinte con lo stesso concessionario di riferimento e siti differenti. Due numeri di concessione sono due siti, due liste di metodi, due tempi. Chi compara i due marchi come se fossero lo stesso prodotto non sta leggendo i numeri.

Un'ultima cosa che la tabella non dice e che va aggiunta a voce: questi cinque marchi non esauriscono il mercato. Altre concessioni esistono, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di licenza. Chi cerca un operatore con concessione ne trova altri oltre questi cinque; chi cerca garanzie sul metodo di pagamento deve guardare le condizioni dell'operatore che sceglie, qualunque sia il suo nome.

BetFlag: il bonus più grande del gruppo, e un prelievo immediato che aspetta

BetFlag è il marchio con il bonus di benvenuto più alto tra i cinque, e questo lo mette in cima a qualunque lista ordinata per cifra. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, fino a 5.000 €, accreditato su saldo. Un accordo da 5.000 € che arriva tutto e subito sul conto è una cosa che nessun rivale di questa pagina eguaglia, e va detto senza ironia.

Poi si guarda il pagamento, che è la ragione per cui è qui. PostePay si usa per i depositi con carta o dall'app, anche con QR code, con accredito immediato. Si usa anche per i prelievi, a una condizione: che il titolare della carta sia quello del conto. Un secondo dettaglio vale più del primo: il prelievo immediato è disponibile dal secondo prelievo. Il primo passa dal percorso ordinario — cioè chi apre il conto, vince, incassa e scopre che la promessa di velocità è per la prossima volta.

Il punto di forza di BetFlag è la coerenza tra deposito e prelievo sullo stesso strumento. Non c'è da cambiare carta a metà strada, e chi non ha un wallet aperto apprezza che PostePay basti da sola. Il punto debole è proprio il marchio che promette il massimo sul bonus: per giocare 5.000 € di bonus, un conto deve reggere movimenti che la prepagata da 30.000 € di plafond gestisce, ma che richiedono plafond libero al momento giusto.

AdmiralBet: la carta di Poste Italiane scritta alla lettera nelle condizioni

AdmiralBet è il marchio che nomina la PostePay nel modo più preciso dei cinque. Le sue condizioni scrivono «Carta Postepay/BancoPosta» tra gli strumenti di ricarica e «Postepay» tra quelli di prelievo, con la condizione dello strumento intestato al titolare, e aggiungono che le ricariche online non hanno costi aggiuntivi. Nessun altro di questa lista arriva al punto di elencare le condizioni della carta a quel modo.

La sua lista dei metodi è la più larga della tabella: carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza supplementi. Chi non vuole legarsi alla prepagata ha tre o quattro alternative pronte, e chi vuole usarla sa che il marchio non ha sorprese in serbo sul nome dello strumento.

Sul gioco responsabile AdmiralBet scrive una cosa che pochi mettono nero su bianco: la registrazione impone di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato decorre dopo 7 giorni. Sulle autoesclusioni le sue condizioni indicano periodi di 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 una durata da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Il difetto di questa copertura è che dice poco sulla velocità del rimborso. Le condizioni dichiarano lo strumento e l'assenza di costi, non i tempi di uscita. Chi si orienta su AdmiralBet per la ricarica non troverà qui la data di accredito promessa: la chiede all'assistenza prima di contare su un prelievo rapido.

William Hill: il prelievo misurato in euro, non in aggettivi

William Hill è il marchio che sulla carta dice il numero più utile di tutti, quello che nessun concorrente di questa lista dichiara in chiaro: i prelievi su Postepay hanno un minimo di 5 € e un massimo di 2.500 €. Tetto massimo per operazione. Chi incassa una multipla da 6.000 € deve spalmarla su più richieste, e chi lo scopre dopo la vincita è in compagnia numerosa.

Il secondo numero riguarda il tempo: da 30 minuti a 4 ore con Visa Direct, da 1 a 3 giorni lavorativi per le altre carte. La forbice è enorme per un tempo che il lettore immagina uniforme, e la variabile non è la cifra. È il binario. La differenza tra il caso migliore e il caso peggiore è di due ordini di grandezza, e non c'è modo di sceglierlo dall'esterno con la certezza di finire sul primo.

C'è poi un dettaglio del bonus che, letto accanto ai numeri sopra, cambia il profilo del marchio. Il Benvenuto Sport è un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Tradotto: 50 € di bonus a 10 € per volta, e ogni tranche vuole una multipla da cinque eventi a quota almeno 5.00. La parte fissa non è il bonus. È il deposito minimo di 20 € entro una settimana.

Il valore pratico quindi non è nel bonus — è la cifra più bassa della tabella — ma nella chiarezza del prelievo. Un operatore che scrive il tetto massimo per operazione e la forbice dei tempi si assume un rischio che gli altri evitano: quello di essere citato per un numero preciso.

Lottomatica: il marchio della carta che non entra nei dettagli

Lottomatica sta in questa classifica per una ragione precisa: compare nell'elenco dei concessionari con il numero ADM n. 16010 e il concessionario Goldbet Better Organization Italy S.p.a., che è la stessa società dietro il numero n. 16009 di Goldbet. Il marchio si presenta come un operatore con concessione su un sito .it, e questo è il primo filtro che ogni lettore dovrebbe applicare.

Sul pagamento con PostePay è uno dei marchi che la nomina. Il conto gioco accetta tra i metodi per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri; l'accesso dall'app avviene con username e password. Nessuna condizione ulteriore, nessun minimo, nessun tempo. I dettagli sulle operazioni in uscita variano a seconda del metodo scelto e si verificano direttamente nell'area personale del conto.

Questo rende il marchio meno utile per chi arriva dal lato della prepagata, e non significa che PostePay non sia accettata. Chi vuole aprire lì un conto andando a ricaricarlo da una PostePay controlla prima, nel proprio conto di gioco o nella pagina dei versamenti, se il metodo prevede un costo, un minimo o un tempo particolare. Sono trenta secondi di lettura che risparmiano una brutta sorpresa.

Goldbet: la scommessa sulla rapidità che nessuno quantifica

Goldbet condivide con Lottomatica il concessionario: Goldbet Better Organization Italy S.p.a., numero ADM n. 16009, come Lottomatica è la n. 16010 della stessa società. Due brand, due siti, due numeri di concessione. Chi pensa di trovare le stesse condizioni passando dall'uno all'altro si sbaglia per costruzione: le concessioni sono assegnate per sito.

Sul fronte del denaro il conto gioco si ricarica e si preleva con PostePay, PayPal e altri metodi, e l'accesso all'app avviene con le credenziali Goldbet.it. Le condizioni indicano i metodi, non le regole con cui si comportano: nessun minimo, nessun tetto, nessun tempo.

Per chi confronta le due società la domanda non è quale marchio sia migliore, ma se le due liste di metodi siano identiche. Le condizioni di Goldbet come quelle di Lottomatica non lo dicono. Chi vuole la risposta la prova sul proprio conto: un deposito di prova con la carta che si intende usare stabilisce in tre minuti quello che nessuna pagina di comparazione può stabilire. Il deposito si vede subito; il prelievo, invece, va richiesto.

Come leggere questa classifica senza farsi male

Una tabella come quella sopra invita a un errore che nessuna colonna corregge: sommare caratteristiche di marchi diversi e immaginare un operatore che le abbia tutte. Il bonus più grande non è sul marchio che dichiara il prelievo più veloce, il tetto di 2.500 € per operazione è di uno solo, e la condizione sul secondo prelievo

appartiene a un terzo. Non esiste un operatore che vince su tutti i fronti, perché ognuno sceglie dove spendere le proprie condizioni.

Il modo più onesto di usare il confronto è partire dal metodo di pagamento che si ha in tasca e verificare quanti operatori lo trattano nel modo che serve. Un giocatore con una PostePay Evolution già attiva e un budget mensile di 200 € sta cercando una cosa diversa da chi ha due conti e sposta cifre fra tre siti. Per il primo la voce che conta è l'assenza di costi aggiuntivi e la coincidenza del titolare. Per il secondo pesa il tetto per operazione e il binario del prelievo.

Nessuno dei cinque marchi è adatto a tutti, e nessuno è da buttare. Il criterio che nessuno stampa in home page è il tempo che intercorre tra il momento in cui si chiede il prelievo e il momento in cui il denaro è di nuovo sulla carta. Quel tempo è l'unica cosa che il giocatore non può comprare con una quota migliore.

Fondamenti: cosa serve davvero per aprire un conto e puntare

La carta prepagata come conto di fatto

Una PostePay Evolution è una carta prepagata ricaricabile con IBAN associato, emessa da PostePay S.p.A., in grado di ricevere bonifici, stipendi e pensioni. Si richiede dall'App Poste Italiane, da poste.it o in ufficio postale. Chi la usa tutti i giorni la considera una carta; chi la guarda con attenzione vede un conto, e la differenza emerge proprio quando arriva un rimborso da un bookmaker.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
La PostePay Evolution costa 5,00 € di emissione e 19,00 € di canone annuo.

Il primo dato che distingue l'Evolution da una prepagata da supermercato è il plafond di 30.000 €. Nessun giocatore ordinario lo esaurisce. Il secondo è il limite di ricarica di 100.000 € complessivi su tutte le carte Evolution dello stesso titolare: chi ne ha due, ne ha due ma con lo stesso tetto. Il terzo sono i prelievi ATM, 900 € al giorno e 3.500 € al mese. Chi preleva per trasferire denaro verso un conto di gioco, quindi, non ha un problema di plafond: ha un problema di sportello.

I costi completano il quadro: 5,00 € di emissione e 19,00 € di canone annuo, con pagamenti in euro gratuiti presso gli esercenti anche online e un bonifico SEPA da 1,00 € dall'app o da postepay.it. Il conto lo si paga, il movimento no. È una struttura onesta, e per chi ricarica un conto di gioco qualche volta al mese funziona meglio di un conto corrente bancario.

Una cosa che vale la pena capire prima di aprire qualsiasi conto: il conto corrente bancario e il conto di gioco sono due rapporti diversi, con due intestazioni diverse e due regole diverse. Il primo lo apre una banca dopo un controllo; il secondo lo apre un concessionario dopo un'identificazione, e il titolare della carta deve essere la stessa persona. Sembra ovvio scritto così; è la causa numero uno dei prelievi che non partono.

Identificazione: SPID, CIE e il limite dei 30 giorni

Un conto di gioco richiede identificazione piena. Non è una formalità: è la condizione per prelevare. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. SPID e CIE sono tra i metodi di identificazione che alcuni operatori offrono, e non tutti li mettono sul primo schermo.

Chi sceglie la registrazione classica — modulo, documento, codice fiscale — entra in un percorso con una scadenza. Senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Quel numero non è una scadenza di pagamento: è il tempo che l'operatore concede per completare un controllo che l'antiriciclaggio gli impone. Chi apre il conto il sabato per giocare la domenica e carica il documento — sfuocato, o con il retro mancante — non lo sa ancora, ma ha appena avviato un conto che durerà un mese.

C'è poi un livello di identificazione che precede tutto: l'età. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Nessun operatore serio apre un conto a chi dichiara di averne 17, e questa è l'unica regola del settore che non ha eccezioni commerciali.

Deposito, puntata, prelievo: la sequenza che il conto impone

Il ciclo dentro un conto di gioco non è ricarica, punta, incassa. È ricarica, punta, richiedi, attendi. La differenza sta in una parola.

Un deposito è denaro che entra e diventa saldo giocabile, in genere in tempo reale. Una puntata muove saldo, non denaro. Un prelievo esce dal saldo e torna sulla carta, e questo è l'unico passaggio che l'operatore può rallentare senza violare nulla, perché il controllo documentale e l'antiriciclaggio lo autorizzano a farlo.

Il vincolo che quasi nessuno mette in vetrina è quello sul denaro appena versato e non giocato. Chi deposita 500 € e chiede subito il prelievo senza aver giocato nulla chiede una cosa che gli verrà rifiutata, in tutto o in parte. Chi deposita 500 €, ne gioca 50 e chiede indietro, può ottenere il prelievo della parte che ha movimentato. Non è un capriccio dell'operatore: è quello che impedisce a un conto di gioco di fare da passaggio.

Aggiungiamo un elemento che vale per tutti i concessionari e non per un marchio in particolare: gli operatori accettano gli strumenti intestati al titolare del conto, e la condizione si ripete nelle condizioni di ciascuno con parole diverse. Chi prende in prestito la carta di un familiare per aprire un conto lo scopre alla prima richiesta di prelievo. A quel punto l'assistenza può fare una cosa sola, quasi sempre la stessa: chiedere i documenti giusti e lasciare il conto in attesa nel frattempo.

Il gioco in sé ha una nomenclatura che conviene conoscere prima di puntare, non dopo: una singola è una puntata su un evento, una multipla è un insieme di eventi le cui quote si moltiplicano, e una combo è una giocata che mette insieme mercati diversi dello stesso incontro o di incontri diversi. Quando si vince, il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Con una puntata di 20 € a quota 1,85 il ritorno è di 37 € e il guadagno è di 17 €. Non serve altro per leggere una ricevuta: la seconda cifra è quella che resta davvero.

Ricariche in contanti e strumenti intestati

Il contante non è scomparso dal gioco online italiano: è stato incanalato. I punti vendita ricariche iscritti al registro dell'ADM, tabaccai e ricevitorie, alimentano il conto di gioco su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o in contanti. Il tetto del contante è di 100 € a settimana in totale, e quei punti vendita non possono pagare vincite né consegnare saldo.

Il confronto con il passato è impietoso, e va fatto una volta sola: la ricevitoria sotto casa consegnava la vincita in contanti il giorno stesso, e chi ne aveva uno scontrino in tasca lo sa. Oggi il contante entra in un conto di gioco in dosi da 100 € settimanali e non ne esce per quella via. Per un giocatore che punta cifre serie questa via è secondaria: serve a chi vuole limitare al massimo la tracciabilità dei propri versamenti verso il conto, e ottiene in cambio un tetto molto basso.

Il resto passa dal canale bancario o dalla carta, e il conto di gioco segue le regole di chiunque muova denaro: strumenti intestati, identificazione, provenienza tracciabile. Non è un fastidio burocratico fine a sé stesso. È la ragione per cui un concessionario italiano è un posto più noioso e più sicuro di un sito estero che non chiede nulla a nessuno.

Normativa: concessione, registro dei siti inibiti e tasse

Chi vigila e chi può offrire scommesse in Italia

Il regolatore si chiama ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e nel mercato lo si chiama ancora «ADM (ex AAMS)»: l'Agenzia ha ereditato le competenze dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, e la vecchia sigla è rimasta nel linguaggio comune e nelle ricerche dei giocatori. Il quadro che disciplina il settore a distanza è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino dei giochi pubblici a distanza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
La PostePay Evolution si ricarica da Poste e dall'app con altre PostePay, carte Visa o Mastercard e conto BancoPosta, in ufficio postale con contanti.

Le licenze italiane non sono licenze aperte: sono concessioni attribuite con gara pubblica. L'art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; l'ippica nazionale; i giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; e il bingo. Secondo l'art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo, e tra i requisiti figurano una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l'impegno ai limiti di deposito che l'ADM fissa nella gara, ai sensi dell'art. 6, comma 5. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissati per tutta la durata (art. 4, comma 3, e art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L'elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una società può averne più di una: è il caso di Eurobet Italia S.r.l., che gestisce eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. La concessione è per sito, non per azienda, ed è per questo che un marchio può essere autorizzato e un dominio che gli somiglia no.

La parte che una pagina di comparazione salta quasi sempre è questa: l'elenco dell'ADM non ha una colonna per i giochi. Una concessione può coprire scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione. Un nome nell'elenco, quindi, non prova da solo che quel concessionario offra scommesse sportive: la prova sta nel palinsesto del suo sito e nella sua app. E una presenza in una classifica non è una concessione.

Le concessioni valgono per i siti che le detengono. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe dell'elenco letto il 25 ottobre 2026, ed è bene scriverlo perché sono nomi che il lettore incontra spesso cercando scommesse online. Non essere in quell'elenco non rende automaticamente illegale l'accesso, ma cambia tutto il resto: nessun collegamento al registro di autoesclusione, nessuna vigilanza ADM, nessun foro italiano. Sono domini che rispondono a un'autorità di un altro paese. E nessun marchio di questa pagina ha un'esclusiva: l'elenco contiene 52 righe, e altre concessioni esistono oltre ai cinque operatori trattati qui.

Cos'è un palinsesto e cosa si può giocare

Nel linguaggio della legge italiana il catalogo delle giocate si chiama palinsesto. L'art. 2, lett. s) lo definisce come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall'ADM, e si può accettare una scommessa solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. Gli eventi vengono aggiunti uno per uno: a settembre 2026 l'ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali discipline e quali tipi di giocata stiano nel palinsesto di un singolo operatore è materia che si legge nel sito, non nell'elenco delle concessioni.

Il prodotto centrale resta la scommessa sportiva a quota fissa. La legge prevede anche il totalizzatore, ma se un marchio online offra totalizzatori sportivi non è dato sapere da qui. Le scommesse su eventi simulati — sport, corse e altri eventi ricostruiti al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — sono definite dall'art. 2, lett. v) e ammesse dentro una concessione per scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali».

L'ippica è due cose distinte nella legge, e la distinzione conta: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell'art. 6, comma 1, lett. a), mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili, cioè giocate a totalizzatore — stanno nella lett. c) e richiedono una concessione propria. Se un marchio raccolga online i totalizzatori dell'ippica nazionale è cosa che non si legge da qui.

Il gioco dal vivo, il «Live», è offerto da tutti i grandi operatori, ma le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi disponibili non sono note a questa pagina e non esiste un elenco pubblico dei mercati live. Il betting exchange, chiamato «punta e banca», è un gioco separato per la legge (art. 6, comma 1, lett. e), e art. 2, lett. u)): il giocatore può fare il bookmaker o il puntatore e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull'exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è cosa che si legga qui. Sul gioco dei minori esiste una decisione di un direttore dell'ADM che cita il DM 111/2006, di contenuto non noto a questa pagina. Se il palinsesto comprenda gli esport è materia aperta. Una cosa invece si può dire con certezza: non esiste un tetto legale in euro alle puntate nelle scommesse sportive, e gli strumenti che fermano la spesa sono i limiti che il giocatore sceglie da sé, a partire dal limite di deposito impostato in registrazione.

Il registro dei siti inibiti e cosa rischia chi gioca fuori

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e la legge costruisce due liste pubbliche per renderlo visibile. L'art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l'ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l'elenco dei siti legali collegati ai concessionari e l'elenco dei siti di cui è inibito l'accesso, entrambi pubblici sui siti dell'ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell'ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L'ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il sistema funziona a livello di DNS, e non tutti i fornitori di connettività si aggiornano alla stessa velocità: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta. Le copie dei siti oscurati ricompaiono in poche ore. Chi cerca il modo di aggirare un blocco lo trova; quello che non trova è la protezione che il blocco gli avrebbe negato.

Sul giocatore il quadro è più duro di quanto si immagini. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l'ADM stessa la cita il 28 febbraio 2024, prevede l'arresto fino a tre mesi e un'ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all'estero, e aggiunge — questa è la parte che quasi nessuno legge — che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L'importo dell'ammenda e l'esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti a questa pagina. Per gli operatori, l'art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando siano accettate all'estero.

Il confronto tra le due strade è il cuore di questa sezione. Una concessione ADM porta con sé il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell'Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, per come l'ADM stessa descrive la norma, espone il giocatore a una sanzione penale. Diversi siti esteri accettano giocatori italiani e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore. Quella zona è descritta come non protetta, e chi ci mette piede lo fa a proprio rischio.

Pubblicità vietata, bonus legittimi: la regola che sorprende

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore. L'ADM lo cita il 28 febbraio 2024 ricordando che «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è l'AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l)) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m), e art. 15, comma 3). L'ADM aggiunge che la pubblicità di operatori non autorizzati può attirare provvedimenti dell'AGCOM sui mezzi che la ospitano.

Il seguito è più movimentato di quanto il testo lasci intendere. La stampa di settore riferisce che l'AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; che il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e che due rinvii alla Corte di giustizia dell'Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta, non una legge: un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni. Il suo esito non risulta a questa pagina, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Da questo nasce un equivoco che vale la pena sciogliere, perché è il più diffuso. Il divieto riguarda la pubblicità, non l'esistenza di un bonus. Un bonus di benvenuto è perfettamente legittimo per un concessionario italiano; quello che non è legittimo è fargli pubblicità fuori dai canali consentiti. E non esiste un tetto di legge all'importo di un bonus né ai requisiti di puntata: gli importi, i rigioco e le quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Chi pensa che una legge italiana fissi un limite ai bonus si sbaglia, e chi pensa che il divieto pubblicitario li abbia aboliti si sbaglia due volte.

Tasse sulle vincite: chi paga e chi non dichiara

La fiscalità di questo mercato parte da un'idea semplice e la applica in modo non intuitivo: l'imposta la paga il concessionario, non il giocatore.

Sul gioco a quota fissa l'operatore versa l'imposta unica (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025): 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite pagate. Le scommesse a quota fissa sull'ippica pagano le stesse aliquote — prima erano 43 % e 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull'ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Attenzione a leggere quei numeri per quello che sono. Il 24,5 % non è una trattenuta sulla vincita del giocatore: è un'imposta sulla differenza tra raccolta e vincite, applicata al concessionario sulla base della propria attività sull'intero mercato. Chi legge un'aliquota del 24,5 % e conclude che un quarto della propria vincita se ne vada ha capito male il termine della frase.

Per il giocatore la conseguenza è questa: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026 — vincite «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla — e non è confermata su una pagina dell'amministrazione finanziaria: chi ha una posizione concreta la fa verificare a un commercialista.

Il discorso cambia se il sito non ha una concessione italiana. L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell'art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all'estero, imponibili secondo l'art. 69 del TUIR per l'intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L'aliquota IRPEF applicata non è nota a questa pagina. La posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l'interpretazione dell'Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Il conto finale lo può fare chiunque. Un concessionario italiano scarica sul proprio conto un'imposta che non tocca il giocatore. Un operatore estero lascia al giocatore una partita fiscale aperta, oltre a tutto il resto che manca sul versante della tutela.

Limiti di deposito e autoesclusione nella pratica quotidiana

Le regole di tutela non vivono solo nelle condizioni generali: si incontrano alla prima registrazione, e chi non le ha mai lette le scopre in tre punti.

Il primo è la scelta del limite di deposito settimanale o mensile al momento dell'apertura del conto. L'art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita, limiti sugli importi depositati in un periodo definito — fissati dal concessionario secondo l'età e il comportamento di gioco del giocatore, in base a protocolli approvati dall'ADM — messaggi automatici su durata e spesa, strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Quanto al limite di deposito che l'ADM fissa nella gara, la cifra non è nota a questa pagina.

Il secondo momento è il tentativo di alzare il limite: sette giorni di attesa, come detto parlando di gioco responsabile. Non c'è modo di abbreviarla, e non c'è operatore che possa concederla come favore personale.

Il terzo è l'autoesclusione. Una richiesta di esclusione, anche parziale e per una sola categoria di prodotto, ha effetto sull'intera rete autorizzata in Italia grazie al RUA, il registro unico degli autoesclusi. Chi ha un conto su un sito senza concessione, però, non è coperto da quel registro: l'autoesclusione che chiede lì vale per quel sito soltanto, e il giorno in cui vuole tornare a giocare non trova nessuno che glielo impedisca. Verificare il numero di concessione e l'iscrizione al registro è il primo passo fondamentale prima di scegliere dove aprire un conto.

Domande frequenti sulle scommesse con Postepay

Quali metodi di pagamento si trovano nei bookmaker con concessione ADM?

Un conto con concessione accetta in genere carte di credito e debito, PostePay e altre prepagate, wallet come PayPal, Skrill e Neteller, bonifico, voucher e ricariche in contanti presso tabaccai e ricevitorie iscritti al registro ADM. Non è però detto che ogni marchio prenda tutto: bet365 indica carta di debito, PayPal e Apple Pay, senza PostePay. Le liste complete stanno nelle condizioni di ciascun operatore.

Che limiti di deposito si impostano su un conto di gioco autorizzato?

All'apertura del conto si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato decorre dopo 7 giorni. I limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco sono previsti anche su base giornaliera e mensile: Admiralbet, per esempio, li impone in registrazione e indica periodi di autoesclusione da 7 a 270 giorni o indeterminata.

Come si verifica che un bookmaker abbia davvero la concessione ADM?

Si consulta l'elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall'ADM, dove ogni riga porta un codice di concessione e un sito .it. Il numero va poi confrontato con quello che l'operatore dichiara nelle proprie condizioni. Attenzione: la concessione è per sito, e l'elenco non indica quali giochi il concessionario offra.

Da che età si può scommettere e che cosa si controlla all'apertura del conto?

La maggiore età è un requisito indispensabile. All'identificazione del titolare si provvede con SPID o CIE oppure con la registrazione classica che prevede l'invio di un documento di riconoscimento. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi sono bloccati. Il conto di gioco richiede inoltre che carta e strumenti siano intestati al titolare.

Quali tasse si pagano sulle vincite delle scommesse sportive in Italia?

L'imposta unica la versa il concessionario: 20,5 % sulla raccolta della rete fisica e 24,5 % su quella a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite pagate. Le vincite incassate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, secondo la ricostruzione riportata dalla stampa di settore; chi ha dubbi consulta un commercialista.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota; il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Con 20 € a quota 1,85 il ritorno è di 37 € e il guadagno di 17 €. In una multipla le quote si moltiplicano tra loro e formano un unico prezzo, con l'esito che resta incerto come quello di ogni singola.

Questo contenuto è stato creato dal team di Sopra la Soglia.

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