Concessione ADM: cosa cambia davvero per chi scommette in Italia
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AAMS non è più il nome dell'ente che rilascia i titoli per il gioco a distanza: dal 2018 quella competenza è dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e il mercato ha continuato a dire «AAMS». La sostanza non è cambiata con l'acronimo. Un bookmaker può accettare scommesse con vincite in denaro da giocatori italiani solo se ha una concessione dell'ADM (ex AAMS), rilasciata per singolo sito e spendibile su un domino .it intestato a quel concessionario. Chi non ce l'ha resta fuori dal Registro Unico degli Autoesclusi, dalle tutele sui limiti e dalla vigilanza italiana, e si espone all'oscuramento del domino.
Dati verificati al 2 Novembre 2026 contro l'Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e contro i termini e le condizioni dei singoli operatori.
Prima di guardare le quote: quanto può costare una serata normale
Il modo in cui si parla di gioco responsabile di solito arriva a cose fatte: un numero verde, un pieghevole alla cassa, una pagina di termini che nessuno apre. L'ordine in cui questo materiale va letto è l'opposto, e la differenza si vede sul conto. Prima si decide quanto si vuole spendere in una settimana, poi si sceglie dove giocarlo.
Perché l'ordine conta lo mostra l'aritmetica più banale che esista sul mercato. Un limite di deposito settimanale di 100 € non è una cifra che «si aggira intorno»: è la somma che entra nel conto in sette giorni. Su un mercato a due esiti quotato 1,90 / 1,90, il payout è pari a 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa il 95 %, e il margine del bookmaker è di conseguenza intorno al 5 % di ogni unità puntata su quel mercato. Chiunque rigiochi lo stesso turnover settimanale venti volte in un anno si lascia dietro, in media, una quota di quella cifra: su 5.200 € di giocate complessive il costo atteso si colloca in una fascia vicina ai 260 €, assumendo un margine del 5 % e assumendo che ogni euro del limite venga effettivamente rigiocato. Se il margine reale fosse del 4 %, la fascia scenderebbe a circa 210 €; al 7 % salirebbe verso i 365 €. Sono stime statistiche, medie su molte giocate, non un conto che si presenta a fine anno su ogni singolo conto. E il deposito non è la perdita: è il tetto di quanto si è disposti a far entrare.
Cosa cambia quando un limite è scelto da chi gioca
Nessuna norma italiana fissa un tetto in euro alle puntate sulle scommesse sportive. Gli strumenti che mordono davvero sono due: i limiti che il giocatore imposta su di sé e il limite di deposito che sceglie in registrazione. Il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 mette all'art. 15, comma 1 una serie di obblighi in capo al concessionario — autolimiti su tempo, spesa e perdita, limiti sui depositi in un periodo definito, messaggi automatici su durata e spesa, autoesclusione anche per categoria di prodotto, un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Il testo parla di strumenti, non di cifre.
La conseguenza è che l'unica soglia certa è quella che il giocatore si dà e che l'operatore è tenuto a rispettare. Su AdmiralBet il limite si imposta in registrazione, con un massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato richiede sette giorni. Sette giorni sono lunghi quando la serata è storta, ed è esattamente per questo che esistono. Chi vuole alzare il tetto dopo una perdita deve aspettare una settimana, e in quella settimana la decisione presa a mente fredda resta in piedi.
Il conto di gioco non è anonimo
Il conto di gioco richiede identificazione piena. I concessionari offrono la registrazione con form e copia di un documento e, in alternativa, l'identificazione con SPID; BetFlag rimanda anche alla CIE, accanto alla registrazione classica; AdmiralBet accetta il livello 2 di SPID, con codice temporaneo e importazione automatica dei dati anagrafici, oppure il caricamento di fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e il principio di tutela compare già all'art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024.
C'è un dettaglio operativo che sfugge a molti: senza SPID il conto va validato entro trenta giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Chi apre il conto di fretta la sera della partita e rimanda il caricamento dei documenti si trova il saldo visibile e non incassabile. Non è una trappola, è una scadenza; ma le scadenze si conoscono prima.
Un documento d'identità accanto allo smartphone
Quell'immagine descrive la scena in cui queste regole smettono di essere teoria: il documento da fotografare, il messaggio con il codice temporaneo, i minuti che passano mentre la partita comincia. La verifica non è un ostacolo da aggirare, è il pezzo che rende il resto possibile — senza identificazione non c'è prelievo, e senza prelievo il saldo è un numero sullo schermo.
Prevenzione: il RUA, l'autoesclusione e cosa significa essere fuori da ogni piattaforma
Il Registro Unico degli Autoesclusi è nato nel 2018 e ha una caratteristica che nessun tool interno a un singolo bookmaker possiede: attraversa gli operatori. Quando l'autoesclusione è registrata dal concessionario nel RUA, non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM; il saldo prelevabile resta prelevabile. Tutto il resto è bloccato.

Il meccanismo ha tre forme, e la scelta tra loro è del giocatore. L'autoesclusione può essere trasversale, cioè valere su tutti i concessionari con blocco di nuovi conti; può riguardare un singolo concessionario; può limitarsi a una singola categoria di gioco, per esempio le scommesse a quota fissa. Chi ha un problema con le slot e vuole continuare a giocare il sabato pomeriggio sulla Serie A ha uno strumento su misura, e non è una scappatoia: è la differenziazione che la legge prevede all'art. 15, comma 1, lett. e).
Le tempistiche, che sono la parte interessante
L'autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. Nove mesi sono un tempo che si sente, ed è il punto: una richiesta presa in un pomeriggio pessimo non si annulla la sera dopo. Le condizioni di AdmiralBet indicavano in precedenza periodi di 30, 60 o 90 giorni o l'indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni oppure resta indeterminata con revoca dopo nove mesi. La finestra si è allargata in entrambe le direzioni, e chi vuole un blocco breve oggi può averlo.
La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Due strade, una sola destinazione: il registro. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, e non richiede di essere cliente di nessuno.
Cosa si perde restando fuori dal registro
Qui la questione smette di riguardare il giocatore e riguarda il sito. Un operatore senza concessione non è collegato al RUA. Chi si è autoescluso presso un concessionario ADM può aprire un conto su un domino estero e ricominciare, perché nessun registro italiano lo intercetta. La protezione che il giocatore pensava di essersi dato non viaggia con lui, e non è un difetto del registro: è il confine della sua giurisdizione. Chi sceglie un bookmaker in base alla sola quota più alta sta decidendo di rinunciare a questo, e spesso non lo sa.
Fondamenti: come si legge davvero una classifica di bookmaker
Una classifica di dieci nomi non dice niente se non si sa cosa stanno guardando le colonne. Prima di confrontare quote, margini e bonus conviene fissare tre cose: cosa certifica davvero una concessione ADM, cosa certifica il numero di concessione che l'operatore scrive nei propri termini, e cosa certifica il fatto che quella riga sia finita in una lista redazionale — cioè nulla.

Cosa dice e cosa non dice una concessione
Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia solo da chi ha una concessione dell'ADM; per verificare se un operatore è autorizzato si consulta l'elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell'Agenzia. Le concessioni non sono licenze aperte: si assegnano per gara pubblica. Il D.Lgs. 41/2024 all'art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime concessorio — scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori (betting exchange); bingo. All'art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo; tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l'impegno sui limiti di deposito che l'ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5), mentre condizioni di concessione e regime fiscale restano fissati per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L'elenco dell'Agenzia, consultato il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it; una stessa società può detenerne più di una, come Eurobet Italia S.r.l. con Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. Il titolo è per sito, non per azienda, ed è questa la ragione per cui un concessionario può avere più domini in elenco.
L'elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome in quella lista certifica che quel sito può offrire gioco a distanza in Italia, non che offra scommesse sportive: il concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all'exchange e al bingo. Che un marchio abbia un palinsesto sportivo lo dicono il suo sito e la sua app, non la riga dell'elenco. Un posto in una classifica, per la stessa ragione, non è una concessione.
Il numero che l'operatore scrive nei propri termini
Il secondo controllo è più diretto ed è quello che molti saltano: un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco. AdmiralBet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall'ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito italiano. È il formato da cercare in ogni pagina di termini: numero di concessione, nome della società concessionaria, sito a cui il titolo appartiene.
Serve perché la società concessionaria raramente porta il nome del marchio. Chi legge i termini alla ricerca del nome che conosce spesso non lo trova e conclude che manchi qualcosa, mentre l'informazione c'è, con un nome diverso accanto. La tabella qui sotto mette le due cose vicine: il titolo di ogni operatore e quello che i suoi stessi termini dicono sul tema di questa pagina.
| Marchio | Concessione ADM e concessionaria | Cosa dicono i termini dell'operatore |
|---|---|---|
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a., su Sisal.it | Termini non consultati per questa verifica |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa, su Snai.it | Termini non consultati per questa verifica |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l., su Admiralbet.it | Concessione dichiarata per il gioco a distanza; autoesclusione dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca dopo 9 mesi; limite di ricarica, spesa e tempo in registrazione, con riduzione immediata e aumento dopo 7 giorni |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited, su Starcasino.it | Termini non consultati per questa verifica |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited, su Betsson.it | Termini non consultati per questa verifica |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., su Lottomatica.it | Termini non consultati per questa verifica |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l., su Betfair.it | Termini non consultati per questa verifica |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a., su Netwin.it | Termini non consultati per questa verifica |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, su Bet365.it | Termini non consultati per questa verifica |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su Eurobet.it | Termini non consultati per questa verifica |
Le prime due colonne sono identiche per tutti, ed è la terza a distinguere. La lettura utile è questa: il codice di concessione è una condizione di partenza che tutti e dieci soddisfano, mentre ciò che separa le offerte sta nei documenti contrattuali — quanto dura un blocco, quanto tempo ci vuole per alzare un limite, cosa succede al bonus che non è ancora giocabile.
Le verifiche che si fanno da soli, in due minuti
Il primo passo è aprire l'elenco dei concessionari dell'Agenzia e cercare il marchio o la società. Il secondo è aprire i termini del conto di gioco dell'operatore e leggere il numero di concessione: se c'è, coincide con una riga dell'elenco; se manca, la domanda successiva è perché. Il terzo è controllare che il domino su cui si sta giocando sia quello indicato nei termini, e non una pagina che gli somiglia.
Un dettaglio per chi cerca un marchio di cui ha sentito parlare e non lo trova: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non sono tra le 52 righe dell'elenco al 25 ottobre 2026. Può voler dire che l'operatore non ha il titolo, oppure che lo ha perso; in nessuno dei due casi quel sito sta sotto la vigilanza italiana, e il fatto che una cotazione sia alta non cambia la risposta.
Normativa e vigilanza: chi controlla cosa, e con quali conseguenze
Sul fronte dei titoli, l'impianto è questo: l'ADM redige, d'intesa con la Guardia di Finanza e con Sogei, la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, e le rende pubbliche sui siti istituzionali dell'Agenzia e della Guardia di Finanza — è quanto prevede l'art. 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le due liste funzionano come un unico strumento: quello che sta su una è legale, quello che sta sull'altra è oscurato.
Cosa può essere oggetto di scommessa
Qui c'è una distinzione che sfugge a chi guarda solo le quote. L'art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi — sportivi, incluse le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall'ADM; si può scommettere solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. Gli eventi vengono autorizzati uno per uno: a settembre 2026 l'ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa stiano nel palinsesto di un singolo operatore è materia del suo sito.
Su due categorie vale la pena essere precisi. Gli eventi simulati hanno una definizione propria — l'art. 2, lett. v) parla di scommesse su eventi simulati, cioè eventi sportivi, ippici e di altro tipo simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — e stanno dentro la concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L'ippica, invece, è due cose diverse nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli a quota fissa o a totalizzatore rientrano nell'art. 6, comma 1, lett. a), mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — richiedono una concessione propria (art. 6, comma 1, lett. c e art. 2, lett. h). Per il giocatore la conseguenza è semplice: una sezione «Ippica» piena non implica il diritto di gestire le corse italiane.
Il betting exchange è un gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e e art. 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull'exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi; un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia singola.
Sul resto conviene non fingere certezze: le regole ADM sui mercati live, i ritardi e gli eventi, la composizione del palinsesto di ciascun operatore, l'eventuale presenza degli esport, il contenuto del provvedimento direttoriale sulle scommesse e i minori che richiama il DM 111/2006, le eventuali modifiche successive al decreto del 2024 — sono punti su cui il quadro non è definito. Un tetto in euro alle puntate sulle scommesse sportive non risulta previsto: chi cerca una cifra di legge non la trova, e le uniche soglie sono quelle che il giocatore si dà e il limite di deposito scelto in registrazione.
Il palinsesto non si compra con il permesso di pubblicizzarlo
Il Decreto Dignità — art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018 — è in vigore, e l'ADM lo ha richiamato il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. La vigilanza è dell'AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m e art. 15, comma 3); il comunicato ADM aggiunge che la pubblicità di operatori non in regola può attirare provvedimenti AGCOM sui mezzi che la ospitano.
Le cronache del 2025 e del 2026 raccontano un'applicazione meno lineare di quanto sembri. L'AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell'Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Sono proposte, non legge, gli emendamenti al bilancio 2026 che avrebbero rimosso il divieto per forme di pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l'esito non è stato trovato e alla data della verifica il divieto è in vigore. Per chi scommette, il punto pratico è un altro: il divieto riguarda la pubblicità, non l'esistenza del bonus, e non esiste un tetto statutario né al bonus né ai requisiti di giocate, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore.
Come si paga, dentro e fuori il perimetro
Sul lato dei pagamenti il decreto ha costruito un canale proprio. L'art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: l'ADM tiene un registro dei punti (tabaccai, ricevitorie), che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né far prelevare il saldo, e l'iscrizione al registro costa 100 € all'anno. Le rotaie di pagamento che le pagine di comparazione mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l'elenco di ogni operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la posizione non è definita, e nessuna norma che nomini rotaie approvate risulta esistere.
L'art. 22, comma 1 prevede poi un regolamento, d'intesa con la Banca d'Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l'entrata in vigore non è confermata. È la parte che tocca più da vicino il portafoglio: un sito senza titolo ha difficoltà crescenti a incassare, e la conseguenza si presenta al primo prelievo andato a vuoto.
La parte fiscale: chi paga, e chi non dichiara
L'imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall'art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, dopo essere state al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell'importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Resta aperta la questione se i crediti da bonus entrino nella base imponibile.
Sul giocatore la risposta è più netta, ma va maneggiata con cura. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore del 2024 e del 2026 descrive la cosa come «tassazione alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell'amministrazione finanziaria, quindi la chiusura corretta è una sola: prima di decidere, consultare un commercialista.
Sulle vincite ottenute da siti non autorizzati o esteri il discorso cambia, e cambia in peggio. L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell'art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all'estero, tassabili secondo l'art. 69 del TUIR per l'intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L'aliquota IRPEF applicabile non è nota. La posizione va enunciata come tale: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l'interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
Cosa rischia chi resta fuori dal perimetro
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L'art. 22 del D.Lgs. 41/2024 affida all'ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, la lista dei siti legali e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche; i prestatori di servizi internet e di pagamento che violano un ordine dell'ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L'ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e qualche provider resta indietro; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», e non significa scomparsi.
Poi c'è la norma che riguarda direttamente chi gioca, e va scritta senza giri di parole. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 — come l'ADM stessa la richiama il 28 febbraio 2024 — prevede l'arresto fino a tre mesi e un'ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all'estero; anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È la regola lato giocatore così come l'Agenzia la enuncia. L'importo in euro dell'ammenda e l'esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti, e questo va detto: la norma è scritta in modo severo, la sua applicazione concreta al giocatore è un'altra cosa. Per gli operatori, l'art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando le scommesse sono accettate all'estero.
La conclusione del confronto è meno sfumata di quanto il mercato suggerisca. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell'Agenzia, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com non autorizzato non porta nulla di tutto questo, è esposto all'oscuramento e, come scrive l'ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non valgono nulla. Quella zona va descritta per quello che è: non protetta.
Valutazione: dieci operatori con concessione, letti uno per uno
I dieci marchi che seguono stanno tutti nell'elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza con un codice di concessione, e di ognuno ci sono fatti sulla propria offerta sportiva. Non è una graduatoria e non è un consiglio: il titolo è concesso per sito, l'elenco non ha una colonna per i giochi, e le offerte sono descritte come le raccontano i termini dell'operatore e le schede delle sue app. L'ordine è quello della lista che apre questa parte e non cambia da un operatore all'altro.
Sisal Matchpoint: l'accesso al conto passa dal telefono
L'app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. È una funzione che sembra un dettaglio e invece è la parte del prodotto che si usa ogni giorno: chi scommette dal telefono, e oggi sono quasi tutti, tocca quel passaggio dieci volte a settimana, mentre il palinsesto lo guarda una volta. L'azienda è Sisal Italia S.p.a., il titolo è la concessione ADM n. 16020, il sito su cui si gioca è quello italiano del marchio. La biometria non è una misura di sicurezza del giocatore, è una comodità: accorcia il tempo tra l'idea e la schedina, e un accesso più rapido rende più probabile la giocata d'impulso, che è esattamente ciò che un limite di deposito impostato in anticipo serve a contenere. Chi usa l'app per l'accesso rapido e non ha mai toccato i limiti di ricarica ha un incentivo costruito contro di sé.
SNAI Sport: la schedina completa, compresa la via d'uscita
L'app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell'evento. È una delle proposte più larghe del gruppo sul lato dei mercati di dettaglio: il risultato esatto e i tiri in porta sono mercati che molti operatori nascondono dietro un palinsesto ridotto, mentre qui compaiono in prima pagina. Il Cash Out merita però una lettura da concessionario e non da benefattore: la cifra offerta per chiudere prima la decide l'operatore, e non è la quota che la schedina avrebbe incassato a fine partita. Serve a chi vuole mettere al riparo un risultato già in cassaforte, non a chi spera di guadagnarci. Il titolo è la concessione ADM n. 16032, Snaitech Spa, su Snai.it. Un palinsesto così ampio suona come una promessa di scelta; in pratica è una promessa di tempo, perché ogni mercato in più è una decisione in più da prendere in pochi minuti.
AdmiralBet: una concessione scritta a chiare lettere, e i limiti che la accompagnano
AdmiralBet è l'operatore del gruppo che dichiara il proprio titolo in modo esplicito nei termini del conto di gioco: concessione per il gioco a distanza n. 16048 rilasciata dall'ADM, servizio fornito tramite il sito italiano del marchio, società Admiral Bet S.r.l. L'apertura del conto avviene o con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente. In registrazione viene chiesto di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. La riduzione immediata e l'aumento lento sono il verso giusto della frizione: chi vuole spendere meno lo decide e viene assecondato subito, chi vuole spendere di più aspetta. Sull'autoesclusione le condizioni indicavano in passato periodi di 30, 60 o 90 giorni o l'indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni oppure resta indeterminata, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi. Il blocco breve è diventato un'opzione reale, e questo toglie l'ultima scusa a chi rimandava la richiesta perché gli sembrava definitiva. Il punto debole non è il titolo: è che l'SPID di livello 2 va procurato prima, e chi apre il conto la sera della partita si ritrova comunque a fotografare un documento.
StarCasinò: il calcio è un reparto dentro un catalogo più grande
L'app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. È dichiarato senza infingimenti: il titolo è la concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited, e il marchio è casinò-prima-con-sportsbook, come diversi altri di questa lista. Per chi scommette solo sul calcio non è un difetto, è una questione di attenzione: un portafoglio costruito come sala giochi con uno sportello calcio non offre lo stesso livello di profondità sui mercati di dettaglio di un operatore che vive di scommesse. La società concessionaria, Azzurri Limited, detiene anche un altro marchio in questa lista con un titolo distinto, ed è la conferma più chiara di come funziona la concessione: per sito, non per azienda. La conseguenza pratica è che «avere la concessione» non dice nulla sulla forma del prodotto, e chi cerca mercati come il risultato esatto o i cartellini sta confrontando due cose diverse.
Betsson: la copertura ampia, prima degli accessori
L'app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È il profilo di chi punta sulla copertura: migliaia di eventi, i mercati principali che tutti offrono e quelli di nicchia in mezzo, senza una specializzazione dichiarata. Per il giocatore abitudinario la differenza tra questo profilo e quello di un operatore costruito intorno a pochi campionati si sente nei giorni feriali, quando la Serie A tace: la copertura ampia è ciò che tiene aperto il palinsesto il martedì, ed è anche ciò che allunga il tempo davanti allo schermo. Il titolo è la concessione ADM n. 16027, Azzurri Limited, su Betsson.it — la stessa società del marchio precedente, con un numero di concessione diverso. Il marchio è casinò-prima anche qui, e la compresenza di due anime nel tempo stesso prodotto è la ragione per cui vale la pena guardare dove porta la prima schermata dell'app prima di installarla.
Lottomatica: un palinsesto largo con lo streaming dentro
L'app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Lo streaming accanto al mercato live è la funzione che rende concreta la differenza tra scommettere su un evento e guardarlo: la quota cambia mentre l'azione scorre, e chi non vede l'azione gioca su un numero che non capisce. Il limite sta nella natura stessa del live, dove la velocità è un incentivo e non un servizio: più la scommissione è immediata, più conta avere un tetto già fissato. Il titolo è la concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), su Lottomatica.it — una circostanza che vale la pena ricordare la prima volta che si aprono i termini e si legge un nome societario diverso da quello del marchio. Nel confronto tra i dieci, questo è il profilo più orientato a chi guarda la partita e vuole un mercato mentre la guarda.
Betfair: l'unico dei dieci costruito su un gioco diverso
L'app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Sotto l'app c'è però una cosa che nessun altro marchio di questa lista ha: Betfair è descritto come il primo operatore italiano con un betting exchange, e la documentazione del marchio è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull'exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi. L'exchange è un gioco a sé nel D.Lgs. 41/2024 (art. 6, comma 1, lett. e), art. 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Cambia la natura del margine, perché il prezzo nasce dall'incontro tra due giocatori e non dalla quota fissata dall'operatore. Un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario. Il titolo è la concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l., su Betfair.it. Non è un prodotto per chi vuole la schedina semplice, e non deve esserlo.
NetWin: un bonus reale, con una soglia di accesso
L'offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Il titolo è la concessione ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a., su Netwin.it. Qui la cosa da leggere non è il 100 %, che è la formula standard del mercato, ma la parola «verificato»: il bonus è riservato a chi ha già completato l'identificazione, il che significa che nei fatti la promozione arriva dopo il caricamento dei documenti, non prima. Chi apre il conto con l'idea di incassare il bonus e rimanda la verifica scopre l'ordine sbagliato delle operazioni, mentre il deposito è già dentro. Il tetto di 50 € è basso e questo è un pregio per una prima esperienza: l'esposizione è piccola, il margine che l'operatore trattiene su ogni giocata resta lo stesso, e l'unica variabile che il giocatore controlla è quanto decide di rigiocare.
bet365: la copertura internazionale e il numero verde accanto
bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. L'appartenenza a quel tipo di partnership è un fatto di posizionamento commerciale: non cambia una quota, ma dice quale pubblico il marchio sta cercando, e il pubblico è quello che guarda il calcio internazionale. Il titolo è la concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, su Bet365.it — una società maltese, cosa normale in questo mercato e irrilevante per il giocatore, perché quello che conta è il titolo italiano per quel sito. Sul fronte della tutela, gli strumenti di gioco responsabile del marchio comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull'attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d'azzardo 800 55 88 22. Che il numero verde stia accanto ai limiti e non al posto loro è la sistemazione corretta: il numero serve quando gli strumenti interni non bastano più.
Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport
L'app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. È una scelta editoriale precisa, e va detto che cosa comporta: un palinsesto che include le elezioni e il festival non è costruito per il tifoso, è costruito per chi scommette su tutto. La copertura dello sport minore — scacchi, baseball, volley — è un vantaggio reale per chi segue discipline che gli altri trattano come riempitivo, e il rovescio è che un catalogo così largo porta il giocatore medio verso mercati che non conosce. Il titolo è la concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su Eurobet.it, la stessa società che nell'elenco dell'ADM compare con altri domini: un'azienda, più concessioni, un marchio ben riconoscibile in mezzo.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si apre l'Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e si cerca il marchio o la società. In alternativa si leggono i termini del conto di gioco: un concessionario dichiara numero di concessione, società e sito a cui il titolo appartiene.
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
Il titolo è rilasciato per singolo sito, e a ogni riga dell'elenco corrisponde un domino italiano. Giocare su un indirizzo diverso da quello indicato nei termini significa giocare fuori dal perimetro della concessione e delle tutele che vi si collegano.
Che cos'è il RUA e come funziona l'autoesclusione?
È il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, che blocca depositi, giocate e nuovi conti su ogni piattaforma con concessione ADM ma non impedisce di prelevare il saldo. Può valere su un solo concessionario, su una categoria di gioco o su tutti, fino a 270 giorni o a tempo indeterminato.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Li sceglie il giocatore in registrazione, su base settimanale o mensile. Un limite ridotto vale subito, uno alzato richiede sette giorni. Non esiste un tetto di legge alle puntate sulle scommesse sportive: l'unica soglia certa è quella che il conto si dà.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessuna tutela italiana: niente RUA, niente vigilanza ADM, nessun foro italiano. L'ADM persegue l'oscuramento dei domini, che funziona a livello DNS, e la Legge 401/1989 prevede ammenda e arresto fino a tre mesi per chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
L'imposta unica è a carico del concessionario e non del giocatore, che riceve la somma netta e non dichiara nulla: una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell'amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista. Diverso il caso delle vincite da siti esteri.
Questo contenuto è stato creato dal team di Sopra la Soglia.
